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lunedì 6 dicembre 2010

Fini, Bersani, Rutelli, Casini, Di Pietro, Vendola. La rivoluzione non possono farla.

Mettere insieme tutte le opposizioni per vincere contro Berlusconi e fare le riforme, è un suicidio politico o la panacea a tutti i mali? Penso che la risposta a questa domanda non esiste, esistono solo delle scelte che devono essere fatte, ma bisogna capire prima a cosa portano. E’ quasi certo che il creare un unico blocco di partiti che si presenta in coalizione ed affronta Lega e Pdl alle possibili imminenti elezioni, dia la quasi sicurezza di vittoria facendo finire l’era del governo Berlusconi, ma potrebbe veramente esistere qualcosa del genere? E’ davvero possibile far convivere il laicismo dei radicali con il cristianesimo dell’Udc? E’ davvero possibile far combaciare in un unico programma la mentalità di destra di Fini con il pseudo comunismo di Vendola? E soprattutto, cosa non da poco, chi potrà essere il leader di tale coalizione? E’ proprio quest’ultimo punto che potrebbe far morire in culla quest’idea, riusciranno Bersani, Di Pietro, Vendola, Casini o Fini a fare un passo in dietro e lasciare il posto a qualcun altro? Credo che sia impossibile che ciò avvenga, soprattutto in caso di elezioni, ognuno di questi ha mentalità, modi, storia politica, personalità e, non da ultimo, interessi diversi. Sarà pressoché impossibile non far scontrare il forte (anche troppo) senso della legalità di Di Pietro con l’altrettanto forte garantismo di Casini, la rivoluzione di Vendola nel PD certamente non funzionerà da collante nel partito medesimo, ma farà si che si scinderà in due parti, il mondo dell’opposizioni, in Italia, non potrà mai essere compatto e scrivere un unico programma che, oltre ad essere logico ed intellettualmente onesto, sia compatibile con i vari interessi economici, politici e soprattutto giudiziari, che la variegata popolazione delle quasi opposizione deve inseguire, per gli altri, e non da meno, per se stessi. L’unico modo per far si che una forza estesa si contrapponga al “regime” berlusconiano è crearla. Creare un movimento nuovo, che comprenda tutti coloro che attualmente non sono in parlamento, ma avrebbero idee, voglia e soprattutto possibilità di cambiare, che mettessero finalmente un limite alle legislature per i parlamentari (cosa che non voteranno mai in queste condizioni, vorrebbe dire auto espellersi), imponga dei filtri rigorosi a livello penale e soprattutto etico alle candidature, rifaccia una legge sul conflitto d’interesse che non legalizzi quelli già esistenti, faccia una legge elettorale che non avvantaggi chi ha fatto della politica un mestiere e faccia si che possano entrare in parlamento le voci fuori dal coro (di destra e di sinistra), questo non vuol dire togliere la soglia di sbarramento, ma abbassarla, bisogna fare tutte queste cose nell’italietta delle banane in cui viviamo, e possiamo pensare a tutte le coalizioni possibili, ma fin quando le persone saranno sempre le stesse non c’è possibilità di rivoluzionare l’Italia, bisogna dare alternative, non bisogna spacciare per alternativa ciò che già lo è stato altre volte, il popolo non deve essere preso in giro, deve diventare la politica. Non ci illudiamo che votando il megafrullato di partiti antiberlusconiani risolviamo il berlusconismo, diamo solo il potere a chi non ha nessun interesse di sbarazzarsi di Berlusconi. Io, da studente universitario che protesta contro una riforma che non è contro qualcuno o a favore di qualcun altro, ma è semplicemente illogica, do la mia parte all’inizio di questa rivoluzione, rivoluzione che non deve essere violenta, ma deve essere fatta con la cultura, con il raccontare i fatti, con il mettere il pensiero a disposizione della realtà, chi sono i politici attuali? Cosa fanno nella loro vita? Cosa hanno fatto nel loro passato? Hanno avuto un’etica tale da poter rappresentare un intero popolo? Se gli studenti protestano, non devono essere picchiati (come qualcuno spera) ma devono essere ascoltati, se fanno gesti clamorosi è perché devono attirare l’attenzione, se degli operai si sono auto esiliati all’Asinara avranno dei validi motivi per farlo? Se i cittadini dell’Aquila protestano, avranno dei motivi per farlo? Se Travaglio dice che Berlusconi non è un galantuomo, non è comunista, sta esprimendo una sua opinione, ascoltiamo i suoi motivi, se Sallustri pensa che Berlusconi debba essere santificato (cosa che non ha mai detto) , non è pagato per dirlo, io spero che lo pensi, ascoltiamo le sue motivazioni. In Italia non sappiamo più cos’è la libertà, non ci rendiamo più conto della realtà, dopotutto basta ascoltare dieci minuti di telegiornale sapientemente condotto da Emilio Fede (che dopotutto dirige telegiornali a più di trent’anni, ci sarà qualcosa di strano anche qui?) per scoprire di vivere in un paese che ha la ricchezza della Cina, la libertà dell’Inghilterra, la forza diplomatica degli Stati Uniti,..., purtroppo non ho potuto ascoltare tutti i vanti dell’italia made in Tg4, su canale cinque sta iniziando il grande fratello, se stanotte franerà tutta Pompei tanto meglio, si potrà allargare la casa, e non pensare al perché Mazzetti è stato sospeso. Non cerchiamo di dare fiducia alla politica attuale, dobbiamo crearla, e farlo in fretta, prima di dover comprare le Ferrari prodotte in Cina.

venerdì 19 novembre 2010

Post iniziale

Oggi, leggendo le fantastiche notizie che popolano l'Italia odierna, ho deciso di aprire uno spazio in cui discutere della nostra patria, giorno dopo giorno, sempre più martoriata da politica, informazione, verità e finte convinzioni, in pratica, cosa stiamo diventando?