Più di seicento persone chiuse in un palazzo blindato, con la porta chiusa, presidiato da centinaia di uomini delle forze dell'ordine in assetto antisommossa che si occupano di tenere lontano da quel palazzo dei cittadini. Ecco quello che succede sempre più spesso di fronte le porte del nostro parlamento: i parlamentari dentro a discutere dei cittadini che sono fuori ma che non possono entrare. Ma oggi tale situazione si è resa perfino ridicola, mentre all'interno del palazzo un mezzo presidente del consiglio leggeva stancamente un discorso, rimasto intatto negli anni, in cui elencava una serie di promesse e buoni auspici per il suo governo, all'esterno alcune centinaia di precari della scuola, armati di pomodori ed uova, voleva far sentire la propria voce, ma come sempre questa voce non è stata ricevuta, troppe porte separano quell'aula dalla piazza.
I precari della scuola, si definiscono così quelle centinaia di migliaia di persone senza un futuro, a cui, grazie agli uomini presenti in quell'aula, toccherà passare la propria vita in un equilibrio precario ed insostenibile. Troppo semplice parlare di percentuali piccole rispetto al totale, di crisi, di sacrifici, di debito, di Europa e di tutte le altre argomentazioni utili ad attenuare quelle urla; quelle urla sono di persone vere, che hanno una famiglia, che forse hanno perfino avuto il coraggio di fare dei figli, persone che vivono per sei mesi la volta, perché trascorsi questi non sanno se potranno ancora andare al supermercato e/o pagare l'affitto oppure dovranno raccattare del mangiare vivendo in macchina. Quelle sono urla di persone che non vogliono privilegi, non sanno cosa sia l'auto blu, il vitalizio dopo qualche giorno di lavoro, decine di migliaia di euro al mese, quelle sono urla di persone che vogliono un lavoro, vogliono anche fare dei sacrifici per il bene della collettività, ma questo non gli deve pregiudicare la possibilità di vivere degnamente, perché se continua ad essere così bisogna avere paura. Paura della disperazione, perché quando centinaia di persone vengono portate all'esasperazione c'è il rischio che la razionalità lascia il posto alle emozioni, che in questo caso sono estremamente simili alla vendetta, così magari la prossima volta invece dei pomodori e delle uova vengono con i bastoni, ma magari quella volta le forze dell'ordine e le porte bastano per tenerli fuori dal palazzo, ma la volta dopo ancora saranno aumentati, ed oltre ai bastoni porteranno anche dei forconi e probabilmente nel palazzo riusciranno ad entrare. Io mi auguro di non dover mai assistere ad una scena di questo tipo, ma fin quando in quel palazzo non vengono aperte nemmeno le finestre dell'ultimo piano è questo il rischio, ed è reale.